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Fidati! Ci sarà sempre un terminale di pagamento

Su e giù tra Londra e Bruxelles. Da quasi 2 anni, ovunque io vada, utilizzo un piccolo anello abilitato all’NFC per pagare tutti i miei acquisti di basso importo. Entrare nella metropolitana di Londra senza aver bisogno di passare una Oyster card o una qualsiasi altra carta è ancora una soddisfazione, come la prima volta. Ora che rifletto sulla mia esperienza nel mondo dei pagamenti, mi è venuto in mente che solo una volta, su forse 1.500 transazioni, qualcuno mi ha contestato se fosse un metodo di pagamento legittimo.

Anche ora, circa la metà delle volte che pago con il mio anello, ricevo commenti del tipo: "Wow, è fantastico!" dal commesso o dall’operatore. In altri casi non ottengo alcuna reazione, come se fosse ormai una cosa normale. Mi piace molto il feedback positivo, specialmente nei luoghi o nei locali in cui so che ritornerò: è bello essere riconosciuto come un cliente abituale, anche fosse solo come "Quel tale con l'anello".

In effetti, l'unica volta che mi è stata fatta una qualche osservazione è stata nel negozio Duty-Free dell'aeroporto di Bruxelles dove stavo comprando una tavoletta di cioccolato. Dopo uno scambio teso con un commesso molto sospettoso, alla fine ho detto: "Guarda: se dovessi derubare un negozio duty-free fingendo di pagare con il mio anello, pensi che mi limiterei a comprare questa piccola tavoletta di cioccolato?" Dopo una pausa, il commesso sembrò convincersi, alzò le spalle, mi passò il mio cioccolato ed entrambi tornammo alle nostre vite.

Il merchant ha fiducia nel suo terminale di pagamento POS

Guardandomi attorno, mi sono reso conto che, anche se un consumatore paga in un modo che un venditore non ha mai visto prima, questi sembra più incuriosito che sospettoso. Ma come mai? Che sta succedendo?

La mia opinione è che ogni commerciante abbia assoluta fiducia nel sistema di autorizzazioni delle carte e, in particolare, nel terminale di pagamento POS, visto come arbitro di ciò di cui ci si può fidare. In breve, se il terminale accetta la transazione, dice che “OK, va bene!”, allora sono certo che l’incasso sarà sul mio conto a breve e non devo preoccuparmi. Il mio amico scettico all’aeroporto di Bruxelles è un po' un'eccezione nella globalità del campione di commessi e merchant.

Questa fiducia in una tecnologia ormai familiare è importante. Nel settore dei pagamenti si discute molto sulle nuove tecnologie che si affiancano e, forse, sostituiranno i modelli esistenti. Di recente si è riflettuto parecchio intorno alla domanda: chi ha bisogno di un terminale di pagamento quando puoi fare tutto con uno smartphone? La domanda è legittima, ma poi bisogna riflettere sulle caratteristiche tipiche di un POS: un terminale di pagamento è progettato per gestire tutti i tipi di pagamento, con tutte le tecnologie, è costruito per lavorare per anni in un ambiente di lavoro spesso difficile, non verrà mai smarrito, difficilmente (e inutilmente) potrà essere rubato ed è considerato affidabile da tutti.

Negli ultimi anni, abbiamo assistito a una forte crescita dei pagamenti basati su QRcode (sistemi wallet, Alipay, Pay per link, …), in cui un consumatore e/o un negoziante inquadrano la foto di un QRcode per completare una transazione. Personalmente, la trovo una tecnologia molto meno elegante di una transazione contactless, ma soprattutto mi preoccupo che queste transazioni siamo svolte effettivamente attraverso un terminale dedicato. Esistono validi motivi di sicurezza per veicolare i pagamenti fatti con QRcode attraverso un POS e sembra esserci anche un forte bisogno da parte dei merchant di verificare la transazione tramite un dispositivo che considerano affidabile. Il settore dei pagamenti si sta indirizzando verso terminali di pagamento più sofisticati, in grado di garantire sicurezza e affidabilità anche per questi nuovi tipi di metodi. La fiducia del merchant e la familiarità con lo strumento saranno anche uno dei traini per le nuove soluzioni di pagamento.

Proprio in questo periodo, si calcola che in tutto il mondo circa 80 milioni di persone stiano facendo un acquisto pagando attraverso un terminale POS, e la metà di essi sono terminali Ingenico: i POS sono diventati una parte così familiare delle nostre vite di tutti i giorni e non c'è da meravigliarsi se Ingenico ha a cuore la comodità e la sicurezza di tutti.

Ormai, quando paghiamo con una carta, con un messaggio sul telefono o anche con un anello wearable, siamo tutti sicuri che ci verrà addebitata sul nostro conto la cifra corretta e che non “apriremo la porta” a possibili ladri e frodatori che vogliano rubarci tutto e scappare verso una spiaggia soleggiata di un’isola caraibica. Nello stesso tempo il venditore sa che, se il terminale gli ha dato un messaggio positivo di approvazione, l’oggetto che ci ha consegnato gli verrà sicuramente pagato.

Aver fiducia in quell’attimo cruciale che è il momento del pagamento vuol dire molto per la diffusione dei pagamenti elettronici e, chiaramente, il terminale POS è l’emblema di questa fiducia e lo sarà ancora molto a lungo!

Autore dell'articolo

Ian Benn, Head of Strategy and Market Development di Ingenico, a Worldline brand